lunedì 30 luglio 2012

"Nel pene del Padre" Condivisione



“Nel pene del padre” Per gran parte della mia vita ho voluto subliminare le mie fantasie sessuali con uomini molto più grandi di me, per richiamare nella mia vita un’ innocenza incestuosa con una figura autoritaria, questo gioco di autorità e sottomissione, Il servo del padre, della verga da venerare per il compiacimento della società. Inizialmente ho sempre creduto di essere sbagliato per questo mio approccio alla sessualità, anche se ora cerco di non guardarlo più con gli occhi della società. Osservando i movimenti che spingono la sessualità di molte persone in realtà il gioco del “Pene del Padre” è una tematica che riguarda quasi tutti sia eterosessuali che omosessuali. Molti giovani gay sessualmente passivi cercano una figura paterna che li penetrino e li dominino, mentre molte giovani ragazze cercano il papi facoltoso che le possano mantenere. Il dubbio che mi sorge è che forse questo modello del pene del padre sia volutamente mantenuto dalla società e allo stesso tempo rinnegato, introducendo una identità sessuale schizofrenica. Direi che l’approccio che sto vivendo in questo periodo della mia vita è di questa natura, sono diviso in due visioni dell’amore; una visione romantica molto idealizzata e una repressa volutamente accecata del pene del padre. Non conosco il segreto per uscire da questa visione schizofrenica della mia sessualità, ma credo che l’accettazione di queste pulsioni irrefrenabili siano il primo passo verso una nuova consapevolezza.

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